Luglio 20, 2019 Nessun commento

«La famiglia, luogo della mediazione primaria, si definisce come lo spazio, ricco di competenza pedagogica, nel quale ogni persona diventa se stesso». È partita da qui Laura Sara Agrati, professore associato di Didattica, per il suo interessante intervento durante la seconda giornata di formazione dei formatori di GEC, che si è tenuta a Bari lo scorso 19 luglio.

«La famiglia – ha proseguito la professoressa Agrati – si caratterizza nel suo “come”, ossia nella sua forma, che antropologicamente, negli anni, ha assunto caratteristiche diverse, e nel suo “cosa” – “quid”, ossia quale luogo sicuro per crescere.

È indiscutibile l’impatto che le relazioni educative interfamiliari hanno sullo sviluppo della persona.

Gli studi scientifici dimostrano il delinearsi di una famiglia postmoderna in cui prevalgono legami di tipo edonistico. Risulta allora indispensabile supportare la famiglia per la riscoperta del suo “quid”, atto a garantire ai figli l’accrescimento del sé», ha ribadito. Ed è proprio questa l’idea alla base del progetto GEC, che si svilupperà nei prossimi mesi in tutte le province pugliesi.

«Partendo dal presupposto che il concetto di modello familiare è significativamente diverso dal concetto di luogo familiare, appare determinante affrontare la mediazione educativa con uno sguardo promozionale e non riparativo, indispensabile per sostenere la crescita, perché guarda alla famiglia in un’ottica sistemica, capace di investire sulle potenzialità dell’individuo», ha concluso la professoressa Agrati.

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