Gennaio 30, 2020 Nessun commento

Ogni giorno un’avventura. Ogni giorno una nuova emozione. Ogni situazione una sfida. La storia di oggi è una di quelle che ti stringono il cuore e, allo stesso tempo, te lo riempiono di gioia.

È la storia di una donna, che chiameremo Lara, portata in ospedale d’urgenza perché giunto per il suo bambino il momento di venire al mondo. Ed è proprio quel mondo che si è mostrato da subito senza sconti e con tutti i suoi controsensi: questa mamma è una donna senza nulla. Senza neppure un vestito che le permettesse di soggiornare dignitosamente nel reparto di Neonatologia della sua città e senza un asciugamani, una mantella o una tutina che potesse avvolgere il frutto del suo amore. Amore che è difficile da riconoscere quando alle mancanze materiali si aggiungono quelle umane: Lara è sola davvero, il suo compagno non c’è più e non ha una famiglia. A riscaldarla di calore umano, solo il personale ospedaliero, che non poteva girare la testa dall’altra parte e che, insieme alle ferite del parto, ha cercato di alleviare le ferite più profonde della neo mamma.

È grazie a un appello social che noi volontarie del Centro di Aiuto alla Vita abbiamo potuto conoscere e farci carico della vita di Lara. Immediatamente siamo intervenute per portare il necessario per la mamma e per il suo bambino. Non ci abbiamo pensato due volte: abbiamo preparato una valigia con tutto il necessario: dell’intimo e dei pigiami per lei; e per il piccolo tutine, pannolini, latte, ciuccio e biberon. Ci siamo letteralmente catapultate in ospedale!

La scena proposta ai nostri occhi? Incredibile. Un racconto non potrà mai rendere abbastanza, soprattutto perché l’immagine, più che presentarsi allo sguardo, ha colpito dritto al nostro cuore di volontarie e di mamme.

Il bambino dormiva in braccio alla sua mamma, riscaldato dal calore della persona che rappresentava l’unica ricchezza posseduta. L’unica “proprietà”: quella relazione madre-figlio che nessuno poteva sottrarre a alcuno dei due.

Dopo un primo colloquio, siamo riusciti a conoscerla meglio, ci ha raccontato la sua vita, le sue difficoltà, i suoi fallimenti e soprattutto i suoi sogni. Dovevamo ripartire da lì, da ciò che Lara sognava per sé e per il suo bambino. Col suo permesso, abbiamo quindi deciso di attivare una rete di sostegno che ci permettesse di rassicurarla e soprattutto che non la lasciasse sola. Grazie ai volontari delle associazioni che abbiamo coinvolto e alcuni sacerdoti della sua città si è riaccesa la speranza. È stato grazie anche al loro impegno, amore e dedizione, che oggi Lara è riuscita a superare le incomprensioni che l’avevano portata lontano dalla sua famiglia. Vive a casa con sua madre, dove cercherà di ri-costruire la propria vita, una vita segnata da tanti eventi, belli e brutti, ma che con il piccolino accanto sarà sicuramente meravigliosa.

Il mondo circostante che sin da subito ha accolto un figlio e mostrato tutta la sua miseria ha poi cercato di recuperare dimostrando l’amore di una comunità umana che non può e non deve tollerare che alcuno resti solo. Mai.

Written by Amministratore